Autismo: un contributo dall’Università di Bologna

Un team di ricercatori delle università di Bologna, Birmingham e Warwick, ha messo a punto un nuovo test che potrebbe portare a diagnosi più precoci dell’autismo.

I disturbi autistici (autismo), sono disturbi dello sviluppo neurologico che colpiscono principalmente le interazioni sociali. Sono fortemente connessi a problemi comportamentali, tra cui: difficoltà comunicative, comportamenti compulsivi, ansia, iperattività, disabilità intellettiva. Durante la prima fase di vita del bambino, i sintomi appaiono difficilmente riconoscibili, se non prima dei 24/36 mesi di età.

Cause dell’autismo

Non si ha una definizione precisa delle cause dell’autismo. Si parla di genetica per una percentuale del 35%, mentre il restante 65% implica una combinazione tra fattori ambientali e varianti genetiche.

La ricerca

Il team di ricercatori ha creato un test che si basa sull’individuazione, attraverso dei biomarcatori nel sangue e delle urine, dei danni alle proteine plasmatiche. I ricercatori hanno individuato un legame tra disturbo dello spettro autistico ed un danno alle proteine plasmatiche, causato da ossidazione e glicazione. Il campione di studio era costituito da 38 bambini affetti da autismo (29 maschi e 9 femmine) e un gruppo di controllo di 31 bambini normotipo (23 maschi e 8 femmine), tutti di età compresa tra 5 e 12 anni.

I risultati

Dalla ricerca, così come spiega la Prof.ssa Marina Marini, del Dipartimento di Medicina Specialistica Diagnostica dell’Alma Mater Studiorum di Bologna, emerge il ruolo dello stress ossidativo in una patologia del neurosviluppo e identifica alterazioni biochimiche in bambini con background genetici diversi. I ricercatori ipotizzano che l’instaurarsi di disfunzioni nel periodo prenatale o nei primi mesi di vita, possa alterare l’epigenetica delle cellule nervose. Nei bambini affetti da autismo sono emersi livelli più elevati di un marcatore di ossidazione, la di-tirosina.

Emerge, inoltre, che nei disturbi dello spettro autistico è coinvolta un’alterazione dei trasportatori di aminoacidi, relativa ad una rara mutazione genetica che determina il disturbo autistico.

Possibilità Future

Tale ricerca permetterà di fare diagnosi e interventi terapeutici più precoci. L’obiettivo futuro è quello di far chiarezza su cause non ancora indentificate alla base dei disturbi dello spettro autistico. Ciò implicherebbe la definizione e l’applicazione di  nuove terapie e di conseguenza la possibilità di agire in maniera tempestiva. Un grande contributo per la medicina.

Exposanità 2018: HLT Management ci sarà

Il 18, 19 e 20 Aprile, si terrà a Bologna Fiere la mostra internazionale al servizio di sanità ed assistenza. Come potrete immaginare dal titolo e dalla fama che la precede, stiamo parlando dell’ Exposanità 2018.

L’obiettivo?

Sicuramente quello di portare un contributo di innovazione nel sistema sanitario del panorama nazionale ed internazionale.

Le parole chiave dell’Exposanità?

Business, conoscenza e crescita professionale.

Perchè partecipare?

Partecipare ad un evento del genere potrà darvi la possibilità di conoscere servizi soluzioni e prodotti all’avanguardia studiate da aziende come la nostra, il cui obiettivo è quello di rendere la gestione del sistema sanitario sempre più efficace e funzionale al paziente.

Vieni a trovarci

Come vi abbiamo già anticipato sui nostri canali social (LinkedIn,Facebook e Twitter) noi di HLT Management saremo presenti all’Exposanità e non vediamo l’ora di potervi incontrare.

Richiedici il pass gratuito

Sei interessato a scoprire le novità che il panorama nazionale ed internazionale prevederà per questo 2018 in ambito sanitario? Non ti resta che partecipare all’Exposanità .

Richiedici il pass gratuito e passa a trovarci al padiglione C19, stand 57. Ti aspettiamo!

iHearth: il cuore non avrà più segreti per la matematica

Realizzare un modello matematico integrato del cuore, che sia capace di tradurre il funzionamento del cuore in equazioni matematiche per aiutare i cardio-chirurghi nella progettazione di delicatissimi interventi in maniera ancora più precisa. Questo l’obiettivo che si è posto il professor Alfio Quarteroni, direttore del Mox del Politecnico di Milano. Il matematico si è aggiudicato un finanziamento europeo di 2,35 milioni di euro per una durata di 5 anni. Da dove è nata l’idea?

iHearth: il modello integrato che simula il cuore

Il progetto prende il nome di iHearth, modello integrato per la simulazione delle funzioni cardiache.  L’obiettivo è quello di giungere ad una migliore comprensione della funzione cardiaca, in tal modo si potrà ricorrere a meno esami invasivi e costosi. Altro spunto consiste nell’aiutare il medico a comprendere come intervenire in caso di patologie.

L’idea dei ricercatori è quella di integrare in un unico modello matematico i diversi processi della funzione cardiaca tra cui fluidodinamica di ventricoli e atri, la contrazione e il rilassamento del muscolo e l’interazione con le dinamiche valvolari. L’obiettivo che i ricercatori si pongono è quello di risolvere queste complesse equazioni.

Le applicazioni di iHearth

Come afferma il professor Quarteroni, iHearth potrà essere utilizzata per molteplici motivi. L’applicazione potrà aiutare i cardiologi ad individuare le zone migliori per un’incisione nel caso di irregolari comportamenti del campo elettrico. Potrà essere inoltre utile per i cardiochirurghi nella progettazione ottimale di bypass coronarici.

L’innovazione di questo progetto consiste proprio nell’applicazione della matematica alla medicina. Il progetto è nella sua fase iniziale e la strada da fare sarà molta. Si pensi, come spiega il Professor Quarteroni, che al giorno d’oggi si impiega una settimana di tempo sul più grande calcolatore europeo per simulare un singolo battito cardiaco.

Tale progetto rappresenta sicuramente un grande passo avanti per la medicina, considerando che allo stato attuale in Italia i decessi per le malattie vascolari sono pari all’80%. Tale numero implica un non indifferente impatto sociale: le malattie cardivascolari costituiscono un reale problema per la società contemporanea.

Matematica e Medicina divengono sempre di più l’una connessa all’altra. E come auspica il Professor Quarteroni “Tra cinque anni il cuore non avrà più segreti per la matematica.” Grandi progetti per l’ospedale del futuro.

Sanità e Internet Of Things: risparmiare un miliardo di euro è possibile

Digitalizzazione e Internet Of Things all’interno degli ospedali: è finalmente giunto il momento di aprire questo nuovo capitolo in Italia. Desideriamo un sistema sanitario nazionale più sostenibile, che sia in grado di affrontare le sfide future. Quali? La popolazione invecchia, il numero dei malati cronici aumenta, le terapie sono sempre più complesse e costose. Sulla base di ciò, l’ottimizzazione della spesa e il miglioramento degli esiti clinici risultano necessari.

Risparmio di un miliardo di euro

Un’applicazione ottimale dei sistemi di sanità digitale a livello ospedaliero  che generi un miglioramento del solo 1% di efficienza, porterebbe a un risparmio superiore ad un miliardo di euro l’anno. Ci credereste? Tale tematica è stata affrontata e approfondita nell’edizione 2017 del Memorandum per la Sostenibilità del Sistema Sanitario Nazionale di GE Healthcare.

I dati dell’Osservatorio Digitale in Sanità del Politecnico di Milano mostrano che nel 2016 in Italia la spesa sanitaria totale corrispondeva al 9.2% del PIL, confrontata con una media europea del 9.4%. Ad oggi, possiamo riscontrare un aumento della spesa sanitaria. Si è passati dai 143,6 miliardi di euro nel 2013 ai 149,5 miliardi nel 2016. Le cause? Come dicevamo prima, l’invecchiamento della popolazione e l’aumento dei malati cronici.

Internet Of Things in ambito sanitario

GE Helthcare ci spiega il ruolo fondamentale che l’innovazione digitale e l’Internet Of Things in ambito sanitario possono avere in questo frangente. L’Health Care Internet of Things attraverso l’uso di sensori, apps e il monitoraggio da remoto, permetterà di fornire moltissime informazioni cliniche per il trattamento dei pazienti a casa, in ambulatorio o altrove.  Applicazione che, solo con il miglioramento dell’1% di efficienza, porterebbe ad un risparmio di oltre un miliardo di euro l’anno.

L’Italia è pronta?

Tutto ciò in Italia al momento appare abbastanza utopico. Lo sviluppo della digitalizzazione in ambito sanitario è riuscita ad affermarsi per quanto concerne l’informazione del paziente ma non la sua gestione.  Vi sono degli ostacoli da superare, legati sicuramente a mancanza di risorse umane ed economiche, ad una scarsa preparazione professionale ed alla poca fiducia nell’innovazione.

L’uso di tecnologie innovative e la sua implementazione, così come affermato nello studio di GE Healthcare, porterebbe un contributo non indifferente relativo ad un aumento delle possibilità di cure e alla riduzione del costo di gestione di specifiche patologie.

Ed è proprio per questo che noi di HLT MANAGEMENT vogliamo “Aiutare a semplificare innovando.” Vogliamo rendere disponibili ed accessibili sistemi informativi sanitari di elevata qualità e di alta fascia a qualunque struttura sanitaria e socio sanitaria.

Solidarietà negli ospedali per i bimbi ricoverati durante le feste: arrivano supereroi e befana

Da nord a sud per i bimbi costretti al ricovero in ospedale durante le festività natalizie, non manca la consueta visita della befana, che a volte porta con se anche i supereroi.

È il caso degli Ospedali Riuniti di Foggia, dove l’associazione “Il cuore” insieme ai Clown Dottori e la squadra speciale dei tecnici del Cnsas (Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico) hanno organizzato per la giornata di oggi questo evento.

I bambini quindi vedranno l’arrivo dei loro supereroi preferiti che busseranno alle finestre distribuendo  doni e  semineranno allegria. Per loro vedere Superman, Batman e Spiderman calarsi dall’alto sarà un sogno a occhi aperti, che renderà speciali le ultime giornate natalizie.

“L’iniziativa – spiega Jole Figurella de Il Cuore – è stata già realizzata al “Bambin Gesù” di Palermo e al “Meyer” di Firenze, ma siamo felici di realizzare una sorpresa anche qui a Foggia, per rallegrare i bambini che non sono riusciti a godersi il Natale a casa e sono costretti al ricovero in ospedale”.

Stessa cosa nel nord Italia,

Per i piccoli pazienti ospiti dell’Ospedale Giannina Gaslini, ormai, è una tradizione: la Befana arriverà in Fiat 500. Anche quest’anno, infatti, l’arzilla vecchietta che dispensa doni e giochi, anziché cavalcare la classica scopa guiderà tra le strade del capoluogo ligure con l’utilitaria italiana per raggiungere la struttura pediatrica.

Dal 1998 è la diciannovesima volta che il 6 gennaio, giorno dell’Epifania, i soci-befana del Fiat 500 Club Italia partono da ogni angolo della Liguria e del basso Piemonte per raggiungere il Gaslini e portare gioia e allegria tra i piccoli ospiti. Con loro ci saranno anche i rappresentanti della ProLoco, del Comune e della Croce Bianca di Garlenda. ”A 19 anni di distanza l’impegno è rimasto invariato, anzi, cresciuto, e proprio grazie a questa lieta tradizione, sono stati avviati e maturati rapporti di reciproca stima e amicizia con ‘La Band degli Orsi’, l’associazione che si occupa dell’ospitalità dei piccoli ricoverati e delle loro famiglie”, spiegano i rappresentanti del Club.

I Cinquecentisti saranno accolti in ospedale dal dottor Pierluigi Bruschettini, fondatore della Onlus che coglierà l’occasione per illustrare ”i recenti progressi, come l’acquisizione di nuove auto che si affiancano alla conosciuta ”Settebellezze” (la 500 giardiniera in uso gia’ da qualche anno) e soprattutto l’acquisizione di alcuni appartamenti ad uso delle famiglie”.  Il ritrovo per le 500 è’ fissato a Genova per la mattina del 6 gennaio, in piazzale Kennedy, alle ore 8.45: da qui, la carovana partirà verso il Gaslini.

Insomma gli eventi per allietare i bimbi negli ospedali non mancano in tutta la nostra penisola, ed anzi ogni anno tendono ad aumentare. Un bel segnale di solidarietà.

digital hospital

Come sarà l’ospedale del futuro? Software, app e Big Data protagonisti

Come saranno gli ospedali del futuro? L’evoluzione tecnologica, le strumentazioni all’avanguardia, la digitalizzazione degli archivi, saranno sicuramente gli indiscussi protagonisti. I dati che corrono tra le corsie, mettendo in comunicazione diverse strutture ospedaliere, guadagnano il pollice all’insù degli operatori sanitari che in recenti sondaggi ammettono di desiderare ospedali più all’avanguardia.

L’opinione di chi lavora negli ospedali

L’interesse degli operatori sarebbe quello di poter utilizzare tecnologie che consentano di comunicare più velocemente tra colleghi, visto che, almeno il 10% del tempo in corsia, si perde cercando qualcuno o facendosi cercare, percentuale che sale al 16% se si parla di segreterie di reparto e sale operatorie.

La finalità è collegare i dati disponibili con il rischio zero e poterli mettere corretti e in tempi veloci nelle mani dei medici. Questo procedimento, fatto in tempi brevi, consente ai medici di prendere decisioni rapide e intervenire sui pazienti.

La sperimentazione ha già avuto inizio

Già in alcune strutture in Itali si iniziano a provare alcune tipologie di software e la risposta dei medici è positiva. I vantaggi per il medico sono tanti ma soprattutto poter studiare la storia clinica pregressa del paziente senza possibilità d’errore con un semplice supporto digitale. È da segnalare che in ospedali dove il numero dei pazienti stranieri spesso supera quello degli italiani, molto spesso capita che ci siano problemi di comprensione di nomi, cognomi, al posto di una C una K, insomma errori all’apparenza irrisori, ma che poi possono generare confusione per esempio tra cartelle cliniche. Un ospedale digitalizzato grazie a questo tipo di software evita questo genere di errori e consente la certezza dell’identificazione della persona.

Trasformazione digitale

E-Health: l’Italia non spinge sull’acceleratore della trasformazione digitale

In Italia la rivoluzione digitale nel settore sanitario procede troppo lentamente. La popolazione sta invecchiando e la spesa pubblica per la previdenza sociale aumenta a dismisura. Servono quindi misure in grado di ridurre la spesa sanitaria e ottimizzare le risorse disponibili.  La rivoluzione digitale nel settore sanitario permette un risparmio del 10-15% della spesa sanitaria pari a 20 miliardi di euro.

La Digital Transformation per la sanità italiana

Le tecnologie della trasformazione digitale applicate alla sanità permetterebbero l’eliminazione di burocrazia, grandi quantità di carta e l’adozione di cartelle e ricette elettroniche. Purtroppo l’Italia non si è dimostrata ancora pronta ad accogliere del tutto questa rivoluzione. Nel 2016 soltanto l’1,1% della spesa sanitaria è stato destinato alla digitalizzazione: 1,27 miliardi di euro, con un calo del 5% rispetto all’anno precedente.

La situazione negli Stati Ue

Nei 27 Stati membri dell’Unione europea la spesa pubblica in ambito sanitario è passata da una media del 5,9% del PIL nel 1990 al 7,2% del PIL nel 2010 e si prevede che il dato possa crescere ancora fino all’8,5% del PIL nel 2060. Per rendere sostenibili i nostri sistemi sanitari c’è bisogno di una profonda trasformazione e dell’adozione di soluzioni innovative. I dati parlano chiaro: tra trent’anni in Europa gli over 60 saranno il 35% della popolazione causando un aumento della spesa per la sanità. Si rendono quindi indispensabili le cure digitali, la dematerializzazione e il monitoraggio delle strutture sanitarie.

Sanità 4.0

Sanità 4.0: per il futuro della Long Term Care servono i Big Data

Gli ultimi anni hanno lanciato una grande sfida alla Sanità: la crisi economica unita alle nuove necessità poste da cronicità e invecchiamento hanno reso necessaria una profonda riorganizzazione del Sistema Salute. L’assistenza di lunga durata (Long Term Care) diventa una delle più efficaci armi per rallentare l’evoluzione delle patologie ed adattarsi alla loro presenza. Per realizzarla serve il supporto della Rivoluzione Digitale.

Integrated Care: uno sguardo alla qualità e all’efficacia della gestione della salute

Il supporto che la tecnologia può offrire in questo settore è una concreta opportunità di migliorare e rivoluzionare i processi di gestione della salute: superare le barriere di spazio e tempo, collaborare a distanza e comunicare in modo tempestivo tra i vari reparti della filiera sanitaria. Le tecnologie digitali permettono lo scambio di dati e informazioni anche a distanza e in modo immediato: dossier, fascicoli sanitari elettronici sono consultabili da ogni attore del sistema sanità agevolando le cure e la prevenzione del paziente. Un altro tipo di supporto è quello offerto da dispositivi e sensori connessi che permettono di acquisire e trasmettere dati sul paziente da postazioni remote.

Big Data per l’assistenza sanitaria

La disponibilità di una grande mole di dati amministrativi, clinici e organizzativi permette di prendere decisioni in modo tempestivo e accurato sia per il bene del paziente sia per la buona gestione della struttura sanitaria. In molte località, referti, certificati, prenotazioni viaggiano già in rete. Inoltre, nelle regioni si stanno adottando procedure digitali per la creazione del Fascicolo Sanitario Elettronico. Per affrontare cronicità e invecchiamento, l’assistenza di lunga durata ha bisogno di una grande quantità di dati accessibili in ogni momento e da ogni postazione integrati a una serie di nuovi servizi informativi in grado di catturare informazioni e dati sul paziente e metterli a disposizione dei diversi attori del sistema sanitario.